Capitolo II
L'apparizione
della Beata Vergine ad Alessandro Muzio
La Beata Vergine, chiamata dagli antichi Madonna
dei Miracoli, si santifica da vecchissima data, sin da
quando comparve ad un contadino di Pollutri, Alessandro
Muzi, e secondo alcuni, Mucci, il quale si ritirava
addoloratissimo dal suo campicello, devastato dalla
grandine, cosicché sacrava e spergiurava. Ad un tratto
gli apparve la
Beata Vergine cinta di un'aureola
di luce, che disse:
- Buon vecchio, non bestemmiare il nome d'Iddio, che
provvede a tutto.
Io sono la Vergine Maria, madre di Cristo. Sto pregando
per voi peccatori!
Allora il vecchio Alessandro ascoltando la Beata Vergine
Maria, e vedendola piangere e pregare per i peccatori,
gli si mosse il cuore da un gentil sentimento, gli si
offuscarono gli occhi, gli si chiuse il cuore e cadde in
ginocchio con le mani giunte.
Con parole incomprensibili e collo sguardo smorto rivolse
la sua umile preghiera alla Beata Vergine. Erano il cuore
e la sua debole mente che pregavano, senza aver più
coscienza di se. Estenuato, affranto e colle labbra
socchiuse rimase immobile. Fu Maria che lo destò e gli
disse con dolci accenti:
Alessandro, il tuo pentimento basta. Va, e porta la lieta
novella al sindaco di Casalbordino.
Il vecchio al comando della Vergine si levò e ubbidì;
ma arrivato alla crocevia forse pensò: Invece di
portarmi dal sindaco di Casalbordino, in quel paese tanto
cattivo, non sarebbe meglio che mi recassi a quello di
Pollutri?
E senza ripensarci si avviò. Ma giunto al vallone lo
trovò sì gonfio per le acque cadute e non poté
attraversarlo. Allora il povero vecchio dopo aver pensato
tanto in ultimo esclamò forte:
- Forse Iddio non vuole! - E si incamminò tutto
dispiaciuto per un accorciatoia alla volta di
Casalbordino.
Questo paese in un'epoca antica non era altro che una
frazione di Pollutri, ed un bel giorno venne a contesa
con l'autorità di questo, e riuscì a far comune a se.
Il popolo che aveva abitato prima la frazione, era
composto di uomini liberali che non volevano sopportare
il gioco degli antichi pagani; mentre tutti quelli che la
pensavano come i primi, che eran rimasti a Pollutri,
andavano ad accasarsi a Casalbordino, e così poco a poco
incominciò terribile un attrito fra i due paesi. E
siccome Casalbordino aveva avuto la soddisfazione di fare
comune a se, erano diventati così fanatici e sprezzanti
quelli che popolavano quel paese che in massa uscivano al
colle delle Valli, chiamando «Pagani» quelli di
Pollutri; e li sfidavano a sassate e con le armi che si
usavano allora. Era tale il fanatismo dei Casalesi che da
uomini liberali, erano diventati i più abbietti e i più
disumani. Prepotenti, fanatici, raziatori, egoisti,
maligni, birboni, e bestemmiatori in modo che la lingua
umana non può dire. Erano insomma diventati tanto
volgari in tutto, forse anche peggio dei cinesi, se Iddio
allora, non avendoli potuto più sopportare, fece
comparire l'immagine della Beatissima Vergine Maria per
rendere il popolo di Casalbordino penitente e civile.
Ecco quello che conteneva il biglietto portato da
Alessandro Muzi: «Signor Sindaco di Casalbordino. La
prego di volermi annunziare al suo popolo, esortandolo ad
erigermi una cappella quì, per salvarlo da tanti peccati
innominabili».
I Casalesi intesero la voce di Dio, si resero penitenti,
ed innalzarono una chiesa in onore della Vergine. E quel
dì memorabile, 11
giugno l527, si solennizza con
tanta pompa accorrendo a visitarla non solo da tutti gli
Abruzzi formandosi nei paesi delle grosse carovane e
cantando «Viva Maria», ma da quà e di là dell'Italia
ed anche dall'estero, perché la miracolosa Madonna pare
sia conosciuta per ogni dove.
Ma ohimè per quanto la Vergine abbia fatto, non ha mai
potuto disseccare quella sorgente d'infamia!
Eppure in quel paese vi sono molte perle di uomini, a cui
toccano chinare il capo sotto le continue insinuazioni e
la prepotenza.
Tutto il popolo di Pollutri celebra religiosamente la
detta festa. Chi prima e chi poi in quei giorni tutti
vanno a visitare la Madonna
dei Miracoli, e si ritirano al loro
nido quasi tutti brilli dai vini generosi che
tradizionalmente usano gustare nelle tante baracche. Ed
anche vi sono gaiezze d'amore poiché vi è rivista
generale fra ricchi e poveri, fra amici e conoscenti, fra
innamorati e innamorate, dove si contrattano i matrimoni,
si festeggiano talvolta i battesimi dei neonati fra la
nenia del «Viva Maria» dei tanti pellegrini, che
s'incrociano per tutte le ore del Santuario. (Tratto dal
libro: "Le mie sventure" di Sebastiano Gizzarelli,
reperibile c/o fotocinelab troiano - via roma,37 Casalbordino
Ch)
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